parole arruffate

Parole arruffate che poi per districarle mi ci vuole balsamo di sudore. Parole che s'intrecciano, s'attorcigliano, s'abbracciano e si lasciano. E poi stridono e s'intralciano e magari fan pure a pugni. Di nuovo si prendono a braccetto. E d'incanto, d'un tratto, fanno musica. E tutto questo nella mia testa. Spesso. Di notte.

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Utente: parolearruffate
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sabato, 04 luglio 2009

Infiacchita da malattie, amarezze di vario genere, orrore del tempo che passa, nervosismo da claustrofobia ho trascorso un compleanno insolito, piuttosto solitario (anche se in una famiglia di 5 + due pelosette "solitario" è - fortunatamente - un eufemismo). Che sia stato davvero un giro di boa a segnare l'inizio (sì lo so che per il calendario è già iniziata ma per me ancora no) dell'estate... Auguro a me stessa tanto sole, qualche tuffo al mare, un po' di tranquillità per procedere nella traduzione e una certa dose di serenità per valutare serenamente il proseguimento o meno della strada intrapresa (perché niente vieta, se il percorso si fa troppo accidentato, di fermarsi una volta per tutte e cambiare mete)

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confessioni arruffate

martedì, 07 aprile 2009

Viviamo tutti ore (infinite) d'angoscia per la tragedia accaduta nel nostro paese. Ora che è il giorno dopo, però, a me sale un po' di rabbia, a pensare a tutti i servizi e tutte le cose dette e le disquisizioni sulla prevedibilità o meno dei terremoti. Perché sarà pur vero che stabilire il luogo è l'ora in colpirà il terremoto è impossibile, però scusate, la possibilità che colpisse, insomma, si sa che c'è no? E allora qualcuno mi sa spiegare perché le nostre case non sono antisismiche? Perché in una zona ad altro rischio si vive in delle case che si sbriciolano? Perché lo scorso anno in Giappone un terremoto di entità maggiore (magnitudo superiore a 7 mi pare) ha provocato 13 morti, e da noi una magnitudo 6,2 fa una strage di cui ancora non si conosce l'entità, ma che supera le 150 vittime? Perché non si fa qualcosa? Chi mi garantisce che la casa in cui vivo è davvero antisismica come mi è stato garantito, chi li fa i controlli, perché non possiamo credere più in niente? In nessuno? Perché viviamo senza un minimo di garanzie?

Postato da: parolearruffate a 09:12 | link | commenti (1) |
rabbia

giovedì, 02 aprile 2009

Sono in giardino, c'è un'aria tiepida, l'erba trabocca di margherite, c'è ancora luce, una bella luce, voci intorno a me, correggo le mie schede di lettura, penso, cerco l'audacia di mandarle alle persone giuste, ho voglia di lavorare, ho voglia di scrivere, fra un po' farà caldo e ceneremo qui fuori con prelibatezze che avrò tempo di preparare. Oggi è primavera, ho dentro la primavera.

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mercoledì, 25 febbraio 2009

Da una settimana ormai ho consegnato il secondo libro, Petra Hůlova, giovane scrittrice ceca di grande talento, ed è così terminato questo lunghissimo e bellissimo periodo senza respiro. Ora l'attesa snervante di sapere che ne sarà, se il lavoro è stato apprezzato, un'attesa che probabilmente si concluderà con un niente. E si riparte coi progetti lasciati in un angolo, la scrittura, le schede di libri da preparare, tutto quel lavoro necessario per un traduttore che il più delle volte finisce nel vuoto. Pian piano ci si abitua, anche se non è piacevole. Si diceva ieri con lei durante un banchetto carnevalesco che spesso si viene colti dallo sconforto, soldi pochi o niente, riconoscimenti zero, sacrifici tanti, a volte sembra davvero che non ne valga la pena. Passione, solo passione che muove tutto, finché il motore non si spegne.

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confessioni arruffate, dubbi arruffati

giovedì, 08 gennaio 2009

Ho consegnato ieri il libro di Topol. Eppure non riesco a smettere di pensarci e le parole continuano a frullarmi in testa.  Questioni su cui non riuscivo a decidermi. Una parola cambiata che ora era meglio che restasse com'era. Una parola non cambiata che invece era meglio cambiare. Un'espressione che cercavo da tempo ed ora all'improvviso, ora che il libro è nelle mani dell'editor, puf mi compare come una visione. Da non crederci. Come il cervello continui a lavorare anche di notte quando credo di averlo spento. Non faccio che chiedermi come mai certi libri mi prendano così visceralmente. Questione di vita o di morte. Da spaccarsi la mente, da sentirsi le parole che brulicano sui tendini degli arti, come un formicolio che non vuole mai passare. Ma la mia amica appena ieri mi ha rivista mi ha detto che avevo un viso rilassato. Dunque le vacanze di Natale han fatto il loro dovere. Già, a quanto pare sì.

Postato da: parolearruffate a 07:39 | link | commenti (4) |
confessioni arruffate

mercoledì, 24 dicembre 2008

Mi sento catapultata nel Natale. Come se qualcuno m'avesse svegliato stamattina dicendomi: Ehi dai che è Natale. Cerco di immergermi nell'atmosfera, l'entusiasmo delle bimbe m'aiuta. Lo so, corro troppo ultimamente. E so che non posso fare il proposito per il nuovo anno, di correre un po' meno, di assaporare di più. So che in fondo non potevo fare altro, che le occasioni finora non sono state molte e quando capitano bisogna acchiapparle al volo. Anche se per un po' ti trascinano via. Sì, ti trascinano. Per due giorni ho solo viaggiato, giocato, letto. Ho quasi finito un libro che mi sta piacendo tantissimo: La figlia oscura di Elena Ferrante, volevo leggerlo da tanto. Mi sono sentita tante volte come lei, anche se mai in maniera così esasperata. Ambizioni, aspettative, desideri e sogni schiacciati. La protagonista si sentiva spazzata via dalla maternità, io no, io m'ero spazzata via da sola, per la paura di credere ai miei sogni forse, per la paura di credere in me stessa. Ora invece sono lanciata, e non mi farò fermare. Dovrei correre meno però, lo so. E ci proverò finché, per quanto, sarà possibile.
Dunque è Natale, a tutti i miei migliori auguri, e ora torno a giocare...

Postato da: parolearruffate a 12:16 | link | commenti (6) |
ricordi, serenità, confessioni arruffate

giovedì, 27 novembre 2008

Ho ricominciato a fare i miei due soliti sogni, segno che le date di consegna si avvicinano e che la cosa non mi lascia indifferente. In uno mi ritrovo non so come davanti alla commissione dell'esame di maturità e non ho studiato. Sudo freddo e aspetto rassegnata e spaventata che tutti se ne accorgano. (C'è pure la variante dell'esame di inglese all'università, che io non sapevo di dover fare e quindi mi trova, pure quello, impreparatissima). Nel secondo invece... Sono in palestra, una importantissima partita di pallavolo, pubblico fitto e accalorato, io in posizione di battuta. Silenzio. Le compagne mi guardano. Batto la palla a terra una, due, tre volte, per concentrarmi. Alzo la palla per battere e.... zac, la liscio. Stop.
Ansia da prestazione? Senso di inadeguatezza?

Postato da: parolearruffate a 07:41 | link | commenti (4) |
emozioni

venerdì, 07 novembre 2008

Si lavora bene con la casa in silenzio, il buio intorno. Una, due, tre tazze vuote a fianco, che mi dimentico sempre di portarmele dietro quando scendo, e una ciotola vuota di spicchi di mela.  La carta di un pocket coffee. La pila di dizionari, i due libri da tradurre, le stampe delle seconde stesure, il libro Guarda c'è un buco con un gattino che guarda curioso,  tre pentolini giocattolo, una bambina disegnata che mi fa la linguaccia con la  firma di mia figlia. Eppure è piccola la mia scrivania.  C'è da sorprendersi, davvero. Questo silenzio così ricco di parole, che sai che hai fatto troppo poco oggi, oggi come ieri e forse anche l'altro ieri. Che il tempo stringe e allora stringo anch'io. I denti. A denti stretti e mente serrata. Vado avanti nel buio e nel silenzio fino a notte a inseguire un filo che un altro ha intrecciato. Sperando di non perdermi nel labirinto di quella mente altrui.

Postato da: parolearruffate a 20:59 | link | commenti (3) |
dubbi arruffati

mercoledì, 01 ottobre 2008

Sembra infinita l'estate quando inizia. Quando è l'ultimo giorno di scuola e tutte le varie attività finiscono e apri la finestra dello studio e sulla tua scrivania batte il sole e tiri fuori i vestiti estivi e riorganizzi il guardaroba ed esci a maniche corte anche se qualcuno indossa ancora il giubbotto. Eppure, tac, è finita, e io non sono una di quelle che accolgono a braccia aperte l'autunno con tutto quello che si porta dietro, non proprio. Mi mette malinconia l'autunno, dovermi arrendere ai maglioni quando ormai si battono i denti, il cielo grigio come stamattina, le situazioni che sono lì lì per sbloccarsi ma ancora non si sbloccano come nuvole che non sanno se piovere o farsi spingere via dal vento. I tasti che battono sono una certezza, se pur fugace, insieme ai sorrisi delle tre principesse che salutandomi escono di casa. Nuove parole da spostare, sostituire, fare a pezzi e ricomporre, anche oggi che la luce sullo schermo è artificiale. Bello.

Postato da: parolearruffate a 07:42 | link | commenti (4) |

giovedì, 24 luglio 2008

Nuova fase, per entrambi i libri. Quella che amo di più. In cui prendi le frasi e le canti e le ricanti e le ricanti ancora finché non scorrono lisce. Che poi lo sai che è solo un'illusione. Che quando le riprendi poi in mano una volta ancora sono lì a stridere di nuovo. Però ti sembra di cominciare a vedere la forma, man mano che scolpisci. Ci sarà ancora bisogno di affinare, certo, ma intanto cominci a tranquillizzarti, che ce la farai. Pian piano ma ce la farai.
Lavoro di scalpello in un insolito silenzio. Aspettando che tornino a casa le mie allegre canterine. Le aspetto e lo aspetto, per la nostra specialissima serata. Con nove candeline, tutte per noi.

Postato da: parolearruffate a 16:18 | link | commenti (3) |
vita avventurosa di una mamma tr